

139. Il nostro verbo  il nazionalismo nero.

Da: Malcolm X, Ultimi discorsi, Einaudi, Torino, 1971.

Malcolm X (1925-1965) fu uno dei leader pi importanti del
movimento per l'emancipazione dei neri d'America. La X indica la
cancellazione del cognome imposto alla sua famiglia dai padroni
bianchi all'epoca dello schiavismo. Convertitosi alla fede
musulmana mentre si trovava in carcere per furto, ader al
movimento dei musulmani neri, dal quale si stacc nel 1964; in
quello stesso anno fond l'organizzazione dell'unit
afroamericana, che avrebbe dovuto promuovere il collegamento fra
la lotta dei paesi coloniali del Terzo mondo e quella dei neri
americani. Nel 1965 venne assassinato. Il passo che qui
riportiamo, tratto da uno dei suoi ultimi discorsi, evidenzia le
linee fondamentali del nazionalismo nero, del quale Malcolm X fu
uno dei massimi sostenitori: la critica al movimento dei diritti
civili di Martin Luther King e alla non violenza, il rifiuto di
qualunque forma di compromesso o di integrazione con i bianchi. In
breve, quello che cerco di mettervi in testa  che voi ed io, qui
in America, non dobbiamo far fronte a una congiura
segregazionista, ma a una congiura organizzata e sostenuta dal
governo. Quelli che usano la tecnica dell'ostruzionismo sono dei
senatori, cio il governo. Tutti quelli che a Washington pescano
nel torbido sono dei rappresentanti al Congresso, cio il governo.
Non c' nessuno che mette ostacoli sul vostro cammino tranne
coloro che fanno parte del governo, lo stesso per il quale voi
andate a combattere e morire oltremare, lo stesso che fa parte di
una congiura volta a privarvi del vostro diritto di voto, di ogni
opportunit economica, di abitazioni decorose e di un'istruzione
decente. Non dovete prendervela soltanto con i datori di lavoro
perch  proprio il governo, il governo degli Stati Uniti, il
responsabile dell'oppressione, dello sfruttamento e della
degradazione del popolo nero in questo paese. E' in faccia a tale
governo che dovete gettare queste responsabilit. Esso ha
ingannato il negro; questa cosiddetta democrazia ha ingannato il
negro e lo stesso si pu dire che hanno fatto tutti questi
liberali bianchi.
A questo punto che cosa ci resta da fare? Prima di tutto abbiamo
bisogno di amici, di nuovi alleati. Tutta la lotta per i diritti
civili richiede una nuova, pi vasta interpretazione. Dobbiamo
considerarla da un altro punto di vista, sia dall'interno che
dall'esterno. Per quelli di noi che seguono la teoria del
nazionalismo nero c' un solo modo per entrare nella lotta per i
diritti civili: dare ad essa una nuova interpretazione perch
quella vecchia ci lasciava fuori, ci escludeva del tutto. Perci
noi stiamo dando alla lotta una nuova interpretazione,
un'interpretazione che ci metta in condizioni di entrarne a far
parte. Quanto a quelle teste vuote che sono passate da un
compromesso all'altro, sempre a parlare con la lingua di velluto e
a muoversi con circospezione, non intendiamo pi permettere che
continuino a comportarsi in quel modo.
Ma come si pu ringraziare chi vi d quello che gi vi appartiene?
Come si pu ringraziare chi vi d solo una parte di ci che vi
spetta? Non abbiamo fatto nessun progresso perch quello che vi
viene dato doveva gi essere nostro da tempo. [...].
Siamo oggi in una situazione in cui fanno la loro comparsa i negri
giovani che non vogliono pi sentir parlare delle storielle tipo
porgi l'altra guancia. A Jacksonville, quelli che tiravano le
bottiglie Molotov erano dei ragazzi sotto i vent'anni. I negri non
avevano mai fatto una cosa simile prima e ci mostra che c' un
nuovo modo di affrontare i problemi, che si sta facendo strada, un
nuovo modo di pensare e una nuova strategia. Questo mese saranno
le bottiglie Molotov, il prossimo le bombe a mano e il prossimo
ancora qualche altra cosa. Ci saranno o le schede o i fucili, o la
libert o la morte. L'unica differenza, per, tra questa e l'altra
morte e che sar reciproca. [...].
I nostri padri e le nostre madri hanno investito in questo paese
il loro sudore e il loro sangue; per trecento anni abbiamo
lavorato senza esser pagati, dico senza prendere neanche un soldo
di ricompensa. Voi permettete che l'uomo bianco vada dicendo
quanto  ricco questo paese, ma non vi fermate mai a pensare come
ha fatto a diventare ricco cos presto. E' diventato ricco perch
voi lo avete reso tale.
Prendete quelli che sono presenti qui in questa sala. Come
individui sono poveri, siamo tutti poveri. Il nostro salario
settimanale basta appena per vivere, ma se si mettono insieme i
salari di tutti, ce n' abbastanza per riempire parecchie ceste.
E' una grande ricchezza. Se si potessero mettere insieme i
guadagni annuali di tutti quelli che sono qui oggi, si sarebbe
ricchi, pi ricchi degli stessi ricchi. Quando considerate ci,
pensate come si  arricchito lo zio Sam con le ricchezze prodotte
non da un pugno di neri come quelli che sono qui stasera, ma da
milioni e milioni della nostra gente. Vostra madre e vostro padre,
mia madre e mio padre, non lavoravano otto ore al giorno, ma da
prima che facesse giorno fino a notte, e lavoravano per niente,
arricchendo l'uomo bianco, arricchendo lo zio Sam.
Questo  il nostro investimento, il nostro contributo, il nostro
sangue perch non soltanto noi abbiamo dato loro gratuitamente la
nostra fatica, ma anche il nostro sangue. Tutte le volte che
l'uomo bianco chiamava il paese alla guerra, noi siamo stati i
primi a indossare l'uniforme e a morire su tutti i campi di
battaglia. Il nostro sacrificio e stato pi grande di quelli
compiuti da chi oggi gode di una posizione di privilegio in
America. Il nostro contributo  stato pi grande ma in cambio
abbiamo ricevuto meno di tutti. Coloro la cui filosofia  il
nazionalismo nero hanno questo atteggiamento di fronte ai diritti
civili: Dateceli subito. Non aspettate l'anno prossimo. Dateceli
ieri e anche cos non e abbastanza presto!.
A questo punto vorrei fermarmi per sottolineare una cosa. Cercate
di capire che quando volete ottenere ci che vi appartiene,
chiunque vi privi di tale diritto  un criminale. Quando volete
ottenere ci che  vostro, siete nel pieno diritto di esigerlo e
chiunque cerca di privarvene infrange la legge ed  un criminale.
Questo principio fu indicato chiaramente nella sentenza della
Corte Suprema che dichiarava illegale la segregazione. Ci vuol
dire che si tratta di un comportamento contrario alla legge, che
il segregazionista viola la legge e quindi  un criminale. Non c'
altro modo per definirlo e quando voi dimostrate contro la
segregazione, siete dalla parte della legge e la Corte Suprema 
con voi.
Ora, chi  che si oppone a voi quando volete far applicare la
legge? La polizia, con i suoi cani e i suoi manganelli. Quando voi
dimostrate contro la segregazione, sia che si tratti delle scuole,
delle zone residenziali o di qualsiasi altra cosa, avete la legge
dalla vostra parte e coloro che vi si oppongono non la
rappresentano pi, ma anzi la violano e quindi non sono pi suoi
rappresentanti.
Ogniqualvolta dimostrate contro la segregazione e qualcuno osa
scagliarvi contro un cane poliziotto, ammazzate quel cane, vi
dico, ammazzatelo, ammazzate quel cane! Vi ripeto, anche se domani
mi mettono in prigione, ammazzate quel cane e cos porrete fine a
questi metodi. Se i bianchi che sono qui presenti non vogliono
assistere ad azioni del genere,  bene che vadano a dire al
sindaco che ordini alla polizia di tenere i cani in caserma. Ecco
cosa dovete fare; se non lo fate voi, lo far qualcun altro.
Se non sarete capaci di agire con fermezza, i vostri figli
cresceranno vergognandosi di voi: se non assumete un
atteggiamento deciso. Con ci non voglio dire che dovete essere
violenti, ma al tempo stesso che non dovete mai essere non
violenti a meno che non incontriate chi si comporta pacificamente.
Io sono non violento con quelli che lo sono con me, ma quando
qualcuno usi la violenza nei miei confronti, allora  come se
impazzissi e non sono pi responsabile delle mie azioni. E cos
che dovrebbero diventare tutti i negri. Quando sapete di non
infrangere la legge, di battervi per i vostri diritti legali e
morali, secondo giustizia, allora sappiate morire per quello in
cui credete. Ma non morite soli, fate che la vostra morte sia
reciproca. Questo e quello che s'intende per uguaglianza. Occhio
per occhio, dente per dente [...].
Il nostro verbo  il nazionalismo nero. Noi non minacciamo
l'esistenza di nessun'altra organizzazione, ma cerchiamo solo di
diffondere il messaggio del nazionalismo nero [...].
In agosto  nostra intenzione convocare un congresso dei
nazionalisti neri a cui parteciperanno delegati provenienti da
tutto il paese, tutti coloro a cui interessa la filosofia
politica, economica e sociale del nazionalismo nero [...].
Vogliamo sentire nuove idee, nuove soluzioni, nuove risposte e se
allora le condizioni ci parranno propizie fonderemo un partito
nazionalista nero. Se poi  necessario, formeremo anche un
esercito nazionalista nero. L'alternativa sar fra la scheda e il
fucile, fra la libert e la morte.
